Medicinali e fisioterapia non funzionano, mi devo operare?
La maggior parte delle patologie cervicali ha una spontanea tendenza alla risoluzione con terapie non invasive come la fisioterapia e l’osteopatia o l’utilizzo di cortisone e farmaci antinfiammatori.
Se il dolore non migliora con queste tecniche o torna spesso, è il caso di sottoporsi a una risonanza magnetica cervicale, che ci può dire se è presente un’ernia discale cervicale, una discopatia, una stenosi del canale vertebrale o una degenerazione delle articolazioni con infiammazione cronica. Queste sono patologie trattabili con la chirurgia, con tecniche percutanee, mininvasive, endoscopiche o microchirurgiche e con ottimi risultati sul dolore.
Dopo l’intervento potrò tornare a una vita normale?
L’intervento di discectomia cervicale con tecnica microchirurgica prevede la “sostituzione” del disco intervertebrale, permettendo la mobilizzazione immediata dopo l’intervento chirurgico, la ripresa di tutte le attività quotidiane, compresi sport e attività lavorative pesanti, con qualche cautela nel periodo immediatamente post-operatorio.
L’intervento è molto doloroso?
La discectomia cervicale con tecnica microchirurgica ha un approccio mininvasivo e l’assenza di lesioni ai muscoli fa sì che non vengano avvertiti particolari dolori in sede di intervento.
Mi è stato proposto questo intervento, è rischioso?
L’intervento di discectomia cervicale con tecnica microchirurgica prevede l’asportazione dell’ernia e sostituzione del disco, pur essendo praticato in una regione ricca di strutture importanti come trachea, esofago, vasi sanguigni e midollo spinale, in mani esperte può essere eseguito con tecnica microchirurgica e con materiali che consentono di minimizzare ogni rischio e di ottenere una immediata risoluzione del dolore al braccio e mobilizzazione post-operatoria.
Cosa significa tecnica microchirurgica?
La tecnica microchirurgica prevede l’utilizzo di uno strumento chiamato microscopio operatorio, che permette l’ingrandimento ottico del campo sul quale si opera di circa 40 volte, consentendo di effettuare accessi chirurgici molto piccoli, pur vedendo molto bene strutture piccole e delicate, e rendendo quindi l’intervento sicuro.
Cosa significa tecnica endoscopica?
La tecnica endoscopica prevede l’utilizzo di un endoscopio, uno strumento del diametro di una penna a sfera, con dei canali di lavoro e una fibra ottica, in grado di portare la luce in profondità.
Serve da “prolunga” alle mani e agli occhi del chirurgo e permette di lavorare in profondità attraverso un accesso molto piccolo.
Cosa significa tecnica percutanea?
La tecnica percutanea permette di lavorare all’interno dei dischi della colonna cervicale senza dover effettuare un’incisione della cute, attraverso degli aghi posizionati nei dischi sotto controllo radioscopico.
Ho paura dell’anestesia: gli interventi si possono fare in sedazione?
La maggior parte degli interventi effettuati per via percutanea prevede una sedazione. Solo per alcune tipologie di intervento è necessaria un’anestesia generale.
Quali sono i tempi di recupero da un intervento?
Tutti gli interventi che effettuiamo alla colonna cervicale prevedono la possibilità di una mobilizzazione immediata. Il giorno successivo all’intervento si inizia la fisioterapia, che permette di tornare in circa una decina di giorni alle comuni attività fisiche e lavorative.
È possibile operare l’ernia del disco cervicale per via endoscopica?
Grazie all’avanzamento della tecnica endoscopica, è possibile affrontare un intervento di discectomia cervicale con un endoscopio, in modo molto simile a quello utilizzato durante l’artroscopia di ginocchio, attraverso piccolissime incisioni della cute, minimizzando quindi l’invasività dell’intervento.
Cos’è la nucleoplastica con laser?
È una tecnica percutanea (che non prevede un’incisione della cute) con la quale si introduce nel disco intervertebrale una sonda che porta una luce laser, in grado di ridurre volume e pressione del disco, per diminuire la compressione sulla radice nervosa cervicale.
Il laser utilizzato è un laser eutermico, che utilizza temperature fisiologiche per effettuare la discolisi, evitando così rischi per i tessuti “nobili” circostanti.
Il mal di testa può derivare da un’ernia cervicale?
La cefalea muscolo tensiva o cefalea cervicogenica può avere origine da patologie cervicali delle articolazioni o dei dischi intervertebrali.
Esistono trattamenti della cefalea di origine cervicale?
Esistono trattamenti di terapia del dolore in grado di migliorare la sintomatologia agendo sulle piccole terminazioni nervose articolari per evitare la percezione del dolore e l’irrigidimento delle strutture muscolari. Sono varie le opzioni di trattamento nel caso in cui il mal di testa origini dalle strutture della colonna cervicale, eccone alcune:
- Iniezione intrarticolare di steroidi
- Iniezione intrarticolare di derivati del collagene a scopo rigenerativo
- Iniezione di PRP (plasma ricco di piastrine)
- Neurotomia con radiofrequenze o crioablazione
- Nucleoplastica con laser ad olmio
- Microdiscectomia per via anteriore
Si può fare un intervento per la mielopatia cervicale?
La mielopatia cervicale è una condizione per la quale una compressione sul midollo cervicale riduce la forza o il controllo dei piccoli movimenti delle dita delle mani o, in fase più avanzata, rende difficoltoso il movimento delle gambe, rendendole rigide e affaticate.
In questa situazione, nel caso in cui si verifichi con una risonanza magnetica una compressione del midollo spinale, è fortemente indicato un intervento chirurgico, allo scopo di togliere la compressione dal midollo spinale, evitare un peggioramento neurologico progressivo e favorire una ripresa di normali funzioni neurologiche grazie alla riabilitazione.
Come trattare l’osteoartrite cervicale?
È possibile trattare l’osteoartite cervicale attraverso infiltrazioni delle articolazioni cervicali.
Come trattare gli osteofiti cervicali?
Gli osteofiti cervicali sono il segno di una degenerazione dei corpi vertebrali o dei dischi intervertebrali e spesso non danno sintomi, ma possono diventare sintomatici e richiedere un trattamento chirurgico nel caso in cui provochino una compressione di strutture neurologiche.
Cosa significa impronta sul sacco durale?
È un termine molto utilizzato nella refertazione della risonanza magnetica per indicare la compressione da parte di un disco di una struttura di rivestimento del midollo spinale (il sacco durale): può rappresentare la fase iniziale di una stenosi del canale vertebrale e può richiedere un trattamento.
Cosa significa riduzione della colonna liquorale?
Il midollo spinale è immerso in un liquido (liquido cereborachidiano o liquor) che circonda tutto il sistema nervoso centrale. La riduzione del volume di questo liquido, nella parte anteriore o posteriore del canale vertebrale, indica la presenza di una stenosi del canale vertebrale, che può avere un’indicazione al trattamento nel caso in cui provochi una compressione del midollo spinale o delle radici nervose cervicali.
Cosa significa impronta midollare?
Quando un’ernia cervicale chiude lo spazio del canale vertebrale e viene a stretto contatto con il midollo spinale cervicale può dare una compressione che in risonanza magnetica si vede come un’impronta dell’ernia sul midollo stesso.
Un dolore alla spalla può avere origine cervicale?
Sì, un dolore irradiato alla spalla, al braccio o alla mano, soprattutto se accompagnato da formicolio, da alterazione della sensibilità o da riduzione della forza, può essere causato da una compressione sulle strutture nervose della colonna cervicale.
Quali sono gli effetti della postura anteriorizzata?
La tendenza a portare in avanti il capo, soprattutto guardando il cellulare o utilizzando schermi troppo bassi rispetto al centro del nostro sguardo, comporta un costante aumento della pressione sui dischi intervertebrali della colonna cervicale e alla lunga può favorire lo sviluppo di un’ernia cervicale o di una stenosi cervicale.
Perché i dischi cervicali degenerano?
I dischi cervicali hanno la tendenza a degenerare, sviluppando fenomeni artrosici, perché sottoposti a uno sforzo eccessivo oppure a una costante compressione per posture scorrette.
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